PERIODICO QUADRIMESTRALE DI CULTURA, PEDAGOGIA E DIDATTICA
parte seconda

Il viaggio assomiglia anche, nel suo scorrere, alla narrazione. In effetti ogni narrazione attinge a quel nucleo profondo che è il movimento dell’essere umano per raggiungere una terra, una casa, un traguardo.
Il viaggiatore racconta a se stesso prima di tutto e poi agli altri le tappe del suo itinerario. Ci rimugina sopra, le riunisce e stende come una carta davanti a sé, la carta delle sue esperienze. Per ritrovare poi, in letti estranei e lontani, la nostalgia del ritorno.
Per ricominciare, ogni volta che una storia è conclusa, con un’altra storia. La storia del lungo e tortuoso andare verso la morte.

Dacia Maraini
da “La seduzione dell’altrove



Rispettare la verità
di Giuseppe Savagnone   

Il concetto che la verità sia una chimera non fa altro che alimentare la logica del relativismo che nella sua interpretazione più moderata, induce a credere che non esista una verità assoluta, piuttosto ciascuno ha i suoi valori, ovvero costruisce un punto di vista personale che ha lo stesso valore degli altri tanti punti di vista. Calato nella vita sociale e politica, il principio di relatività del bene e del male porta con se implicazioni dirompenti privando gli individui di capacità critiche, atteggiamento questo possibile solo a condizione che si creda nell’esistenza di una sola verità...
Lasciamoci coinvolgere dall’intensità delle riflessioni di un autore e membro della redazione, che regala ai suoi lettori risposte possibili.

 
Rispetto delle istituzioni
di Rino La Placa   

La velocità del cambiamento e la globalizzazione sono le caratteristiche più evidenti del nostro tempo e, di conseguenza, le grandi questioni dell’uomo, di ogni abitante del pianeta, interpellano ciascuno di noi. In questo contesto la celebrazione dei 150 anni di unità nazionale italiana porta a riconoscere la Costituzione garanzia suprema del nostro Stato e a riflettere sui valori, fin qui riconosciuti e condivisi, che ne costituiscono la base fondamentale.
Il rispetto, parola pregna di grande significato, è uno dei valori umani che “cambia la vita”; esso qualifica il mittente/praticante, ma anche il destinatario.
Nell’attuale fase di decadimento e di crisi del senso civico si registra una preoccupante caduta del rispetto delle istituzioni, che reclama una pedagogia civile e un forte impegno individuale di ciascun cittadino.

 
Il rispetto della partecipazione. Un criterio di valutazione per la buona politica
di Ferdinando Siringo   

Gli ultimi avvenimenti in Nord Africa e in Medio Oriente mostrano una società civile capace di auto organizzarsi anche grazie ai nuovi media e ai social network e richiedere, a volte imporre, cambiamenti istituzionali storici.
Anche altrove nel mondo e in Italia molti sono sorpresi dalla capacità di mobilitazione dei movimenti della società civile, capaci di costruire partecipazione popolare su grandi temi sui quali il sistema dei partiti fatica a trovare maggioranze e aggregazioni progettuali.
Il dibattito sulla buona politica dovrebbe proprio svilupparsi da questo punto ed avere questo come elemento di valutazione: il rispetto della partecipazione quale indicatore della qualità della politica.

 
Il rispetto delle idee: una opportunità per creare sviluppo
di Gustavo Dejak   

Il rispetto delle idee, reciprocamente inteso, potrebbe permettere di costruire relazioni positive o di modificare relazioni negative e quindi creare nuove opportunità di sviluppo? Una breve dissertazione sulla necessità di valorizzare il rispetto delle idee altrui per migliorare le opportunità di convivere, competere e creare valore in un sistema geopolitico mondiale sempre più interconnesso e complesso.

 
Il rispetto delle differenze culturali: percorsi e buone prassi
di Angela Maria Di Vita e Alessandra Romano   

Il fenomeno migratorio, in forte incremento in Italia negli ultimi anni, pone nuove sfide e spunti di riflessione nell’ambito delle relazioni d’aiuto basate su un etica della cura.
La famiglia migrante viene scelta come un’unità di osservazione privilegiata per la sua capacità di tenere insieme le differenze e le somiglianze presenti in tutti i legami, di far da ponte tra le generazioni e le culture. Le donne e gli adolescenti migranti sono i nuovi attori sociali, protagonisti di questo processo di trasformazione della società italiana, che esigono metodologie e nuovi strumenti educativi nonché un diverso approccio relazionale.

 
Nuovi turismi e Beni Culturali per il rispetto tra i popoli e le società
di Salvatore La Rosa e Graziella Maria Adriana Sanfilippo   

Il saggio prende le mosse dal Codice Mondiale di Etica del Turismo avente come oggetto la promozione di un turismo responsabile, sostenibile e accessibile nella convinzione che esso possa costituire un efficace strumento di comprensione e di rispetto reciproco tra i popoli. Lo studio esplora le nuove forme di turismo del terzo millennio con particolare riguardo al turismo culturale soffermandosi sui diversi strumenti che consentono di migliorare la qualità e l’attrattività.

 
Il rispetto del paziente
di Maria Giulia Marini   

Per affrontare un tema così delicato e complesso come il rispetto verso il paziente, la prima azione è stata ricercare se e come “il rispetto” sia oggetto di tutela nella normativa internazionale e nazionale relativa alla salute e alla libertà di scelta della persona. La normativa poi è stata integrata con esperienze derivanti dalla conoscenza del mondo sanitario e delle testimonianze dirette di curanti e pazienti.
Per quanto riguarda la salute, la World Health Organization (WHO) nel 1948 così la definisce: “completo stato di benessere psicologico fisico e sociale e non solo assenza di malattia”. E già in questa dichiarazione di intenti è in nuce l’idea di rispetto: non c’è completo stato di benessere psicologico, fisico e sociale se non è espresso un profondo rispetto verso la componente fisica, psicologica e sociale della persona.

 
C'è rispetto e rispetto!
di Giovanni Perrone   

Non mi mancare di rispetto! È una frase spesso ripetuta, specialmente dai più anziani e da chi detiene autorità, ma che talora risulta ambigua e fuorviante.
Quale rispetto? La deferenza? Il formale ossequio? La cieca ubbidienza? Il “fatti i fatti tuoi”?... E, poi, c’è anche l’uomo di rispetto! Rispettare chi e che cosa? Gli anziani? I piccoli? I superiori? Gli “inferiori”? Dio e i santi? Le persone? Le istituzioni? Le idee? Gli animali? Le cose? Il denaro? L’ambiente?... . E, se il rispettare qualcuno o qualcosa costituisce mancanza di rispetto per altri o altro? Come uscire dall’ambiguità?

 
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N.19 - La Sosta e la Riflessione - Febbraio 2009