parte seconda
Chi vive nell’isola subisce di necessità due pulsioni contrarie: da un lato è spinto ad appagarsi orgogliosamente della propria separatezza; dall’altro sente e soffre la lontananza dalla terraferma come un esilio, come l’esito di un naufragio. Se ne riverberano nel suo carattere due qualità dominanti: da un lato una fierezza magnanima, dall’altro una specie di furor melanconico, un disprezzo degli altri a cui, incoerentemente, suole accompagnarsi un silenzioso disprezzo di sé. Si è felici di vivere in un Eden esclusivo, benedetto dal sole, ma si è disperati e umiliati di sentirsi prigionieri di una periferia, d’una marca di frontiera dai confini irrevocabili. Ne consegue un dilemma che sin dalla nascita ci travaglia e al quale ciascuno di noi risponde in modo diverso: partire? rimanere? V’è chi fugge, tagliando dietro di sé ogni ponte di famiglia, abitudini, lingua; chi, dopo esser fuggito ritorna, quindi prova di nuovo a fuggire, sentendo ogni volta una cicatrice riaprirsi nascostamente nel cuore; chi, infine, si radica al suolo e non si muove più, ma concepisce contro se stesso, per questa scelta, un rancore e un rimorso che gli rendono i giorni infelici.
Gesualdo Bufalino da “Istruzioni per l’uso della Sicilia”
Club Unesco Erice Centro Studi sulle Diversità Culturali
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di Vincenzo Bandi e Laura Sannino
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Il presente articolo, tratto dal libro “I nuovi occhi”, di Vincenzo Bandi e Laura Sannino, vuole essere un percorso di senso che “attraversa” parole e concetti, con lo scopo di suggerire una delicata e originale proposta: vivere una vita “bella” può essere allora un modo meraviglioso, semplice ma profondo, di costruire un futuro migliore. (nda) |
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di Vincenzo Bandi e Laura Sannino
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Il presente articolo è il frutto di riflessioni, dibattiti, confronti sviluppatisi dentro e fuori la dimensione culturale unescana: frammenti di vita, esperienze culturali e professionali condotte per decenni dagli autori e continuate poi all’ interno degli spazi culturali del Club UNESCO Erice: dalla “Giornata della Filosofia del novembre 2004, dedicata all’est-etica, fino ai recenti “cenacoli”: serate destinate ai soci su tematiche di ambito scientifico o filosofico, sviluppatesi in un clima di disponibilità, amicizia, apertura e dialogo, secondo le finalità proprie dell’UNESCO, associazione apolitica e aconfessionale che rappresenta ben 193 nazioni del mondo. (nda) |
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