PERIODICO QUADRIMESTRALE DI CULTURA, PEDAGOGIA E DIDATTICA
parte prima

Viaggiamo armati per inseguire un sogno che già esiste in noi, di cui aspettiamo trepidanti la conferma? O viaggiamo disarmati, ingenuamente pronti a capire e accettare l’altrove? E lo spirito critico che accompagna un viaggio di esplorazione si può definire distaccato e imparziale? Oppure come dice Hume, il pensiero contiene in sé il sentimento delle cose e quindi non è mai imparziale e anonimo, ma parziale e interessato? Sarebbe come sostenere che viaggiamo prima di tutto col corpo, adattando la pelle e gli abiti a climi diversi, ma portandoci dietro una testa forgiata altrove e difficilmente trasformabile a contatto con esperienze difformi. In questo senso viaggiare sarebbe come trasportare un corpo, un’altra tradizione, un altro pensiero. Ovvero il viaggio diventa uno scambio di corpi: un indulgere ad arcani traslochi dello spirito.

Dacia Maraini
da “La seduzione dell’altrove



A teatro con Dacia Maraini
di Salvatore La Rosa e Isabella Munda   

L’occasione di un incontro con Dacia Maraini è la presentazione ad Erice del suo libro La seduzione dell’altrove seguita dalla rappresentazione, a teatro, di Passi affrettati, i vissuti di otto donne, dalla Cina alla Giordania, dalla Nigeria alla California fino alla civilissima Europa, che raccontano la loro storia, le loro esperienze di dolore e di discriminazione. Donne prigioniere di una tradizione, di un matrimonio non voluto, di una famiglia violenta, di uno sfruttatore. Passi affrettati non parla soltanto di una violenza insensata ma racconta un universo complesso, un deserto nelle relazioni, una rappresentazione del corpo del desiderio maschile schiacciati nella categoria dei bassi istinti da imporre con la violenza o con il denaro.

 
Educare al rispetto delle regole
di Gaetano Paci   

Educare al rispetto delle regole in una società profondamente condizionata dalla presenza del sistema di potere mafioso comporta necessariamente educare alla realizzazione della democrazia come pratica di governo ma anche come elemento fondante dei rapporti sociali. Lo sviluppo della tesi procede dalla delineazione del significato che il concetto di mafia ha assunto nella società contemporanea: non solo organizzazione criminale ma metodo globalizzato di gestione del potere il cui fondamento è anche un sistema di valori che giustificano la violenza e la violazione delle regole legali per conquistare sempre più ampie posizioni sui mercati legali ed illegali. Dall’analisi dei materiali giudiziari è possibile ricavare che questo sistema di valori non risulta incrinato nonostante l’incessante opera di repressione penale e che anzi si trasmette con faciità alle giovani generazioni che continuano a subirne il fascino. U na possibile soluzione richiede la promozione di una massiccia opera di diffusione della tavola dei valori che la nostra Costituzione pone a presidio della dignità dell’uomo e nel raccordare la repressione penale con il sostegno alla partecipazione attiva alla gestione della cosa pubblica. Una manifestazione concreta di tale raccordo può essere basata anche sull’ampliamento delle occasioni per l’utilizzazione del lavoro svolto dalle associazioni di volontariato sui beni confiscati alla mafia quale originale percorso di rieducazione.

 
Educazione alla non violenza e protezione sociale per il rispetto della maternità e dell’infanzia
di Sandra Chistolini   

Dal 2010 è partita la ricerca europea Daphne III per l’analisi del danno indiretto sui minori della violenza contro la madre e i figli. Verso la madre che subisce l’azione e verso il figlio che osserva l’atto e ne viene investito in forme varie, con ripercussioni nello sviluppo psico-fisico. Lo scopo palese dell’indagine è quello di esaminare le ripercussioni nei bambini che assistono ad episodi e/o che vivono le situazioni di negazione del rispetto dei diritti umani fondamentali, per creare la consapevolezza del degrado e promuovere l’educazione alla non violenza e alla pace.
In questo scritto presentiamo alcuni dei risultati parziali dell’indagine, così da sollecitare le scuole alla sensibilizzazione degli insegnanti alla problematica. Intorno al tema, oggetto di studio, si delinea una questione sociale di crescente interesse per la tutela del diritto della persona alla protezione sociale richiamata dall’art. 25 della Dichiarazione universale dei diritti umani che sottolinea come “la maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza”.

 
Educare al rispetto… a scuola
di Piero Cattaneo   

Educare è sempre stato ed è tuttora un cammino che richiede a chi lo intraprende passione, volontà, disponibilità e capacità di ascolto, pazienza e rispetto dei tempi di apprendimento, competenze relazionali e specifiche disciplinari, coraggio di sapersi innovare. Forse oggi educare assume anche la valenza di una sfida, data la complessità delle situazioni in cui si viene a trovare chi educa, dai genitori agli insegnanti, agli educatori professionali, a coloro che assumono compiti educativi nei vari campi dell’attività umana.
Oggi le classi a scuola sono sempre più eterogenee; in ogni classe ci sono alunni che presentano difficoltà sul piano dell’apprendimento, su quello della socializzazione, dell’accoglienza e dell’integrazione. La “diversità” non è vista come risorsa, come occasione e opportunità di ricerca delle eventuali soluzioni dei problemi che si pongono sul piano educativo e didattico; soprattutto la “diversità” non è percepita sempre come valore da chi educa e da chi è soggetto in formazione. È necessario oggi ripensare all’educazione in una prospettiva più ampia, integrale e integrata e riscoprire l’importanza che nell’educazione riveste la relazione e, nella relazione il rispetto dell’altro.

 
Diventare insegnanti. Progettazione e verifica di due percorsi laboratoriali
di Giulia D'Alba   

Il tema della formazione professionale dell’insegnante di scuola primaria è stato affrontato alla luce dei nuovi ruoli e dei nuovi compiti che l’insegnante è chiamato ad assolvere, esaminando le competenze necessarie per un cosciente agire professionale. Le attività formative dei due percorsi laboratoriali hanno inteso promuovere lo sviluppo di competenze autovalutative, autoregolative e cooperative, ritenute indispensabili per l’esercizio della professione.

 
L’insostenibile modello di sviluppo. L’educazione ambientale per un cambio di paradigma
di Aurelio Angelini   

La biodiversità assicura il mantenimento della vita sul nostro pianeta e per questo motivo la sua conservazione è un obiettivo prioritario ed irrinunciabile, a partire dalla funzione di stabilizzatore nel mantenimento degli equilibri climatici sia a scala locale che planetaria. Dalla diversità biologica dipende la capacità dei sistemi naturali di fornire quei servizi che sorreggono anche la vita del genere umano.
La sostenibilità ecologica riassume lo scopo di rendere compatibili le politiche economiche con la salvaguardia dell’ambiente, delle sue risorse tanto a livello territoriale locale quanto su scala globale.
La promozione di una nuova sensibilità collettiva e l’adozione di nuove strategie per la protezione dell’ambiente è resa necessaria dalla presa di coscienza dei limiti delle risorse naturali di fronte ai massicci interventi di sfruttamento dovuti alle attività umane. La cultura della sostenibilità attraverso l’educazione ambientale offre gli strumenti necessari per una lettura e comprensione dell’ambiente e dei suoi valori, allo scopo di favorire il recupero delle risorse naturali esistenti ed un loro uso sostenibile.

 
N.27 - Il Rispetto - Ottobre 2011
N.26 - Il Talento - Maggio 2011
N.21 - La Fiducia - Ottobre 2009
N.20 - L'Estetica - Luglio 2009
N.19 - La Sosta e la Riflessione - Febbraio 2009