PERIODICO QUADRIMESTRALE DI CULTURA, PEDAGOGIA E DIDATTICA
Editoriale
di Salvatore La Rosa   
Indice
Editoriale
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Tutte le pagine

Invitata all’ISIDA a parlare del suo “Talento da svendere” Irene Tinagli, ricercatrice della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, allieva di Richard Florida ed oggi docente di Economia dell’Impresa presso l’Università Carlos III di Madrid, sosteneva che avere tante menti brillanti e qualificate serve a ben poco se non sappiamo come valorizzarle e metterle a frutto: “una volta che un sistema sia riuscito a formare o attrarre un certo numero di talenti occorre che questi vengano assorbiti e utilizzati in modo da sfruttare al meglio le loro competenze ed energie. Questo processo di valorizzazione è importante sia perché aiuta una società a crescere, a divenire più produttiva e più ricca, sia perché alla fine torna ad agire sugli stessi processi di formazione ed attrazione. La valorizzazione è una componente fondamentale della catena del valore del talento: quando questo elemento funziona bene si creano dei circoli virtuosi in cui sempre più persone si sentono motivate a elevare le proprie competenze, contribuendo a un innalzamento qualitativo del sistema produttivo e a generare nuove opportunità per i talenti futuri. Quando invece questo anello della catena si spezza, si creano disfunzioni e circoli viziosi sempre più difficili da correggere”.

In piena sintonia con questa visione non ci sentiamo di condividere talune recenti affermazioni, talora provocatorie, di prestigiosi intellettuali del nostro Paese che invitano i giovani a non coltivare illusioni circa la possibilità di utilizzare le competenze e le conoscenze acquisite in percorsi altamente specialistici quali lauree magistrali, master, dottorati o quei docenti che sollecitano i giovani ad espatriare per trovare altrove soddisfacenti condizioni di lavoro, o quanti esaltano la scoperta e la fatica del lavoro manuale (magari stando comodamente seduti dietro un ben remunerato scanno parlamentare).
Oltre a creare sfiducia nelle nuove generazioni, già sufficientemente scoraggiate dalla asfitticità del mercato del lavoro, v’è il rischio di depauperare ulteriormente il capitale sociale delle aree meno sviluppate creando una perniciosa spirale involutiva.



 
N.27 - Il Rispetto - Ottobre 2011
N.26 - Il Talento - Maggio 2011
N.21 - La Fiducia - Ottobre 2009
N.20 - L'Estetica - Luglio 2009
N.19 - La Sosta e la Riflessione - Febbraio 2009